Teobaldo da Vinci

CRITICA 

Teobaldo da Vinci ha esplorato a suo modo i vari significati e modi della ricerca plastica, riproponendola alla nostra attenzione come più complesso e più ricco linguaggio del nostro tempo, di questo nostro secolo che sicuramente entrerà nella storia come uno dei grandi secoli della scultura, così come il prossimo si annuncia come il secolo della virtualità. Sorprendentemente , proprio il ‘plastico’ e il ‘virtuale’ nelle sculture in plexiglasteo2pp.jpg (7655 bytes) di Teobaldo da Vinci si coniugano, poiché da molti anni ormai egli conduce una ricerca tecnica e formale su sagome di plexiglas, esaltandone le potenzialità di occupazione dello spazio unitamente alla possibilità di racconto formale in virtù delle risorse suggestive di luce, di rifrazioni, modulazioni, frequenze, intervenendo anche con il colore …. dunque ha sperimentato a lungo la plasticità e la mobilità della luce, la possibilità di modularla in segni, scritture, fino a modellazioni plastico-cromatiche che certamente sono state alla base del suo manifesto programmatico di scultopittura in plexiglas.teo3pp.jpg (7338 bytes)L’abilità nella definizione grafica e spaziale (giocando sulle profondità dell’intaglio e sugli effetti luminosi delle stratificazioni del materiale ora perfettamente trasparente, ora opaco, ora dipinto) consente a Teobaldo da Vinci di accentuare ora sequenze di riverberi emotivi e intellettivi, ora effetti di marezzatura, come se l’immagine emergesse dalla memoria profonda o nelle opere più recenti fosse colta in una situazione, reso sensibile, di onde elettromagnetiche, entro campi d’energia. La complessità grafico pittorica e plastica di un sistema di segni e vibrazioni luminose che si moltiplicano nella trasparenza del plexiglas in tensioni ora centripete e in profondità, ora centrifughe per dilatazioni di campo di magica suggestione evocativa,….attestano in modo evidente l’amore per la sua città, la sua passione per l’evidenza plastica dei gesti, e la sua sensibilità in relazione ai flussi energetici, magnetici, orgonici in cui l’uomo è coinvolto.teo4pp.jpg (9396 bytes)Il plexiglas gli dà modo d’indugiare nell’ideazione/progettazione di città futuribili di modellare utopie urbane come luoghi dell’armonia dell’ordine, della trasparenza e della luce,… così che s’impone non solo la consapevole vocazione umanistica già sottolineata da molto critici, che di lui hanno scritto, ma soprattutto una visione attuale dell’arte come recupero della memoria, dell’energia vitale e insieme proiezione e progettazione del futuro. La peculiarità del materiale e degli interventi d’intaglio e di pittura che con molta sapienza tecnica e originalità d’intenti ha saputo declinare, danno immediata percezione della qualità del suo lavoro, apparentemente semplice, in quanto ricercatamente simbolico araldico, ma in realtà testimonianza di un’attenta ricerca di tridimensionalità, la quale non nasce dall’osservazione e dall’imitazione, del reale ma da uno spazio psichico che si estrinseca nella profondità del rilievo come dai sedimenti della coscienza profonda.

I Quaderni dell’Arte Dic.1997

Autori critici

Auriti T. – Baracchi P. - Bavastro R. – Bergamo U. – Bianchi G. – Boccaccini R. – Brousse G. – Bruni L. – Caldini G. – Carli  L. – Castelli D. – Cherubini G. -  Cirri R. – Di Martino  P.A. –  Di Genova G. -  Fiorini R. – Fusi D. – Galfosi L. – Gentilini I. – Gianfranceschi L. Innocenti M. – Lachi A. -  Marucci I. – Marzan C. -  Massarelli G. – Mastroleonardo  E. -  Milet C. – Napoli F. – Nasillo G. – Norelli C. – Oberti A. –Pagnanelli A. – Paloscia T. Pèrche F. –Perdicaro S. – Pompei R. - Poppi Vagaggini G. – Prono C. –   Puccioni D. -Ragionieri A. – Segato G. – Scalisi N. – Sfogli P. –  Tuti G. - Ventisette S. – Weiss H. – Zucchini E.

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